Angiologi Perugia
 

L'ozonoterapia utilizza una miscela di ossigeno ed ozono per scopi terapeutici; l'obiettivo del trattamento consiste essenzialmente nell'aumentare la quantità disponibile di ossigeno o dei suoi radicali, attraverso l'introduzione di ozono nel corpo.

Diversi metodi possono essere utilizzati per veicolare la molecola di ozono all'interno dell'organismo.

I benefici apportati dall'ozonoterapia sono proposti per il trattamento di numerose malattie.

 
Ozono-terapia? Sì, grazie

Sentiamo spesso dire che la funzione dell’ozono è fondamentale per l’equilibrio ecologico del nostro pianeta, ma del suo utilizzo in campo medico se ne sa poco.
Questo gas, se somministrato in quantità determinate e appropriatamente composto con l’ossigeno può avere positivi impieghi in campo medico.
Ce ne parla il dottor Giuseppe Barbato, chirurgo esperto in ozonoterapia, il quale ci illustra come questo gas possa efficacemente curare svariate patologie, nonché eliminare la compagna più acerrima della donna: la cellulite.

Dottor Barbato, cos’è l’ozono?
L'ozono è un gas di colore blu-oceano, con un odore aspro e pungente, che si trova naturalmente negli strati alti dell'atmosfera.
Il suo ruolo è quello di proteggerci dagli effetti nocivi dei raggi ultravioletti provenienti dal sole. È oramai arcinoto il cosiddetto «buco dell'ozono» e i danni che provoca.

Quali sono le sue proprietà?
Per la sua particolare reattività, questo gas trova applicazione sia in campo industriale che in campo medico come miscela di O2O3 (ossigeno-ozono).
A concentrazioni elevate viene impiegato nei sistemi di potalizzazione e sterilizzazione delle acque (piscine) così come nella neutralizzazione dei gas di scarico industriali contenenti solfato.
In campo medico viene utilizzata una miscela di ossigeno e ozono con delle concentrazioni 30 volte più basse rispetto all'uso industriale.

Quali sono i campi di utilizzo in medicina?
Sono moltissimi e diversi tra loro, per le varie proprietà che ha l'ozono a seconda della sua concentrazione nella miscela.
È sicuramente la tecnica più moderna ed efficace per il trattamento della CELLULITE e consiste nell'iniettare sottocute una miscela gassosa di ossigeno-ozono con un ago sottilissimo praticamente indolore.
In questo caso si sfrutta la capacità dell'ozono di scindere gli acidi grassi insaturi idrofobi contenuti nelle cellule adipose, e di renderli idrofili e quindi idrosolubili e per questo eliminabili con la diuresi; inoltre, diffondendosi nei tessuti, migliora la circolazione locale favorendo la diminuzione della cellulite che è, come oramai è noto, aggravata dai disturbi di circolo.

Ci spieghi meglio.
Questa tecnica è applicabile su tutto il corpo (viso, seno, addome, braccia, glutei, coscie, ginocchia, polpacci, caviglie) e permette la riduzione volumetrica delle zone trattate, con notevole miglioramento della circolazione ed una importante tonificazione dei tessuti.
La tecnica consiste in una serie di somministrazioni (circa 20 sedute) da eseguirsi una o due volte alla settimana.
La durata di ogni trattamento è di circa 15 minuti.
Dopo il trattamento d'urto si continuerà con la terapia di mantenimento (in genere una volta al mese).
In tale modo i risultati si manterranno a lungo nel tempo.
Noi siamo soliti far precedere gli interventi di liposuzione da un trattamento di ossigeno-ozono-terapia per preparare i tessuti, e siamo soliti anche far seguire gli interventi dalla stessa terapia per un più rapido riassorbimento degli ematomi e per mantenere più a lungo i risultati.

Vi sono delle controindicazioni?
È una tecnica che va eseguita da uno specialista.
In tal caso non è pericolosa.
L'ozono non è tossico e non dà allergie.
Può dare dei bruciori transitori e si può verificare qualche piccolo ematoma a causa del traumatismo dell'ago, ma di lievissima durata.
La tecnica non è dolorosa in quanto si usa un ago sottilissimo che viene introdotto solo per un paio di millimetri nel sottocute; al massimo la definirei, fastidiosa.

La tecnica si basa su studi scientifici?
Assolutamente! È una tecnica seria e collaudata, basata su protocolli terapeutici presentati al ministero della sanità e studiati dall’Università di Siena e da quella di Padova.

In quali altri campi medici si può utilizzare l’ossigeno-ozono terapia?
È noto come questo composto migliori il trasporto dell'ossigeno in quanto, oltre ad indurre un aumento dei globuli rossi, provoca un aumento della produzione del 2-3 DPG difosfoglicerarto responsabile della cessione di ossigeno ai tessuti.
Ecco quindi il suo utilizzo in tutti i problemi circolatori e vascolari come arteriopatie, coronaropatie, impotenza, insufficienza venosa, varici, flebiti.
Inoltre l'ozono ha una potenza battericida, fungicida e di inattivazione virale, realizzata mediante l'ossidazione dei microorganismi.
Altri campi di utilizzo sono: le piaghe da decubito, le ulcere arterovenose, le cefalee a grappolo e vasomotorie, le artropatie, le ernie del disco, l’herpes simplex, l’herpes zoster, gli ecxzemi, le epatiti, l’acne, le rughe.
Attualmente le ricerche sono orientate verso le patologie da carenza immunitaria. .

Quella sottocutanea è l’unica via di somministrazione?
Ve ne sono diverse oltre a quella sottocutanea: la grande autoemotrasfusione che consiste nel prelevare al paziente, in una boccia di vetro, circa 150 cc. di sangue.
Nella boccia va poi introdotta la miscela di ossigeno-ozono, quindi si mescola per qualche minuto e poi la si reinfonde al paziente.
La piccola autoemotrasfusione che consiste nel prelevare al paziente circa 10 cc. di sangue con una siringa in cui sono stati in precedenza introdotti 10 cc. di miscela di ossigeno-ozono, quindi si mescola e poi si esegue una iniezione intramuscolare .
Queste due ultime tecniche sono particolarmente indicate per le arteriopatie, coronaropatie, impotenza, le cefalee a grappolo e vasomotorie, le patologie da carenza immunitaria. Inoltre si può optare per l’insufflazione per via rettale, per la cura di cura di coliti e proctiti, per via vescicale per la cura di cistiti e prostatiti, per quella vaginale per la cura di vaginiti. In questi ultimi tre casi si sfrutta l'azione battericida ed anti-infiammatoria dell'ozono.
In aggiunta, mediante le applicazioni a sacchetto, che sono ideali per la detersione di piaghe e ulcere venose ed arteriose, piaghe da decubito, si sfrutta l’azione anti-infiammatoria, battericida e fungicida dell'ozono.

Si possono anche fare iniezioni per via intra-articolare e intra-muscolare?
Certamente. Nel primo caso è utile per la cura di artriti e si sfrutta l'azione battericida ed anti-infiammatoria dell'ozono.
Le iniezioni per via intra-muscolare sono utili per la cura delle ernie del disco dorso-lombo-sacrali e delle ernie cervicali, sfruttando la potente azione anti-infiammatoria dell'ozono.
La tecnica consiste nell'iniettare con ago sottile l'ozono nei muscoli paravertebrali a distanza di due cm. dalla colonna; nell'ernia del disco dorso-lombo-sacrale si eseguono in genere 6 iniezioni: 2 in corrispondenza dell'ernia, 2 al di sopra di due cm e 2 al di sotto di due cm.

Per l’ernia cervicale?
In questo caso sono sufficienti 4 iniezioni eseguite con gli stessi criteri. La terapia si basa su 6-10 sedute (della durata ciascuna di circa 10 minuti) con cadenza settimanale; poi è opportuno far seguire una terapia di mantenimento con frequenza mensile.
L'ozono (in questi casi in concentrazione più alta nella miscela) esercita la sua azione anti-infiammatoria, riducendo l'edema che si forma attorno all'ernia. In questo modo si riduce la compressione esercitata dall'ernia sui nervi che escono dalla colonna, con attenuazione o addirittura scomparsa delle sciatalgie o cervicalgie.
Al giorno d'oggi l'indicazione agli interventi per le ernie del disco si è molto ridotta a causa dei brutti esiti che possono dare; il cortisone è efficace ma spesso dà disturbi collaterali. L'ozonoterapia sta sempre più prendendo piede nella cura delle ernie del disco, anche perché l'ozono non è un farmaco ma un processo fisico.
L'ozono, esplicata la sua azione, dopo pochi minuti si trasforma in ossigeno che viene tutto assorbito per cui non esistono rifiuti che il fegato o i reni debbano smaltire.
 
 
L’intervistato 
(da Fiemme & Fassa Magazine)


Dottor Giuseppe Barbato, specialista in chirurgia generale-angiologia, in chirurgia toraco-polmonare, in chirurgia dell’apparato digerente, già primario e chirurgo, già docente in flebologia ambulatoriale presso la Scuola Internazionale di Medicina Integrata di Bologna, master in ozonoterapia presso l’Università di Padova, esercita attualmente la professione di medico chirurgo negli studi di Bolzano e Cavalese (Trento).
info@dottorbarbato.it www.dottorbarbato.it



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